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dnews 18 settembre 08Piccinni Sitp-Sal
C’è chi rifiuta
di firmare:
«La categoria
è penalizzata»

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Silvia Cravotta
Milano

«Non si può firmare un accordo che penalizza la categoria ». Con queste parole Raffaella Piccinni, rappresentante del Sitp-Sal, spiega il no del suo sindacato all’accordo siglato nella notte tra martedì e mercoledì. Un documento che, a prima vista, sembra favorire non poco la categoria dei tassisti, tra l’aumento del 3,5% sulla tariffa a chilometro e i nuovi rincari delle corse a prezzo fisso. «In realtà l’au – mento sulla tariffa non viene calcolato sul prezzo di partenza e questo lo fa scendere dal 3,5 al 2,4% circa – spiega Piccinni – e le tariffe fisse per noi sono antieconomiche perché non tengono conto delle variabili che incontriamo, prima di tutto il traffico».Il Sitp-Sal, dunque, si schiera contro la tariffa fissa e chiede che le corse vengano calcolate col tassametro, «che dovrebbe essere adeguato all’inflazione», aggiunge. Con le tariffe fisse si rischia anche di aggravare il problema della carenza di taxi in città,spingendo molti tassisti a parcheggiarsi nelle aree aeroportuali. L’intesa prevede inoltre una serie di parametri sulla qualità del servizio su cui Sitp-Sal non è d’accordo: l’obbligo della conoscenza di una lingua straniera, di avere il pagamento elettronico a bordo e la presenza, dal 2011, di una scatola nera sul taxi per monitorare il tempo medio di evasione dell’offerta.

Silvia Cravotta
Pagina 5

(18 settembre 2008) – D-News

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I primi aumenti subito, appena saranno aggiornati i tassametri. La tratta da Milano a Malpensa balza da 70 a 85 euro (+21,4%), lievitano tutte le corse a costo fisso e il prezzo a chilometro in città sale da 0,95 a 0,98 euro. Dal 2009 all’ Expo, invece, sarà una «scala mobile» dei taxi a definire i rincari: un tot ogni anno calcolato su inflazione e parametri di qualità. Su questi punti la Regione ha firmato l’ accordo coi Comuni e i sindacati dell’ auto bianca. «Abbiamo concesso molto» ammette l’ assessore alla Mobilità, Raffaele Cattaneo: «E però abbiamo scongiurato due scioperi (uno oggi e l’ altro all’ inaugurazione dei mondiali di ciclismo a Varese, ndr) e condiviso una novità epocale, un meccanismo automatico di adeguamento dei prezzi legato alla qualità». «Molto», per AssoConsumatori, diventa troppo: «Una stangata ingiustificata e inaccettabile». Così il Codacons: «Costa meno andare a Napoli in Eurostar o a Helsinki in aereo che a Malpensa in taxi, roba da pazzi». Il Pd parte all’ attacco: «Il Pirellone ha ceduto alle lobby». Chiosano i Verdi: «Un accordo sulla pelle dei turisti». Doveva arrivare a luglio, è stato concordato ieri, in ritardo di due mesi. L’ adeguamento tariffario (3,5 per cento totale, 2,5 reale) consente ai tassisti di recuperare «in parte» inflazione e caro-benzina. «Un compromesso onorevole» commentano Satam, Confartigianato e Unione artigiani. Resta invariata, per ora, la tariffa di bandiera, cioè il prezzo di partenza del tassametro – 3 euro di giorno e 6,10 di sera – ma sarà ritoccato di circa 25 centesimi ogni due anni. Quattro i parametri di qualità: conoscenza di una lingua straniera, bancomat a bordo, motori ecologici e disponibilità del servizio. Alla fine, hanno firmato 19 sindacati su 22. Ha lasciato il tavolo, tra gli altri, Raffaella Piccinni (Sitp-Sal): «Questi indici sfavoriscono la categoria». Giovanni Maggiolo (Cgil) ha firmato l’ intesa ma attacca l’ assessore Cattaneo: «Ha privilegiato gli interessi degli operatori di Varese» – sua città e bacino elettorale – a scapito di quelli di Milano. Sono stati i tassisti i Malpensa, per altro, a tenere in scacco la trattativa fino all’ ultimo. Loro, adesso, sono «soddisfatti». Molto meno i colleghi milanesi: «Questa tariffa fissa è un regalo, 85 euro non si giustificano, gli utenti pagano il viaggio quattro volte». La polemica è servita. Per Edoardo Croci, assessore comunale alla Mobilità, «l’ intesa garantisce trasparenza». Marcello Saponaro, consigliere dei Verdi, è netto: «Non si fa una trattativa per "scongiurare uno sciopero", così vince il partito della protesta». Pierfrancesco Maran (Pd) ricorda che «avevamo già i taxi più cari d’ Europa…». In compenso, nei prossimi mesi, la Lombardia avrà 28 nuove licenze. Uno 0,5% di auto in più.

Armando Stella

pagina 3 – (18 settembre 2008) – Corriere della Sera

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Taxi, 85 euro il "volo" per Malpensa.


Lo sciopero dei taxi previsto per oggi non ci sarà. E questa è la buona notizia. In compenso d’ora in avanti per andare in taxi da Milano a Malpensa si spenderanno 85 euro tondi tondi. Quindici in più rispetto ai 70 di adesso. Èquesto il salatissimo risultato dell’accordo raggiunto tra Regione Lombardia e sindacati dopo ore e ore di trattative. I tassisti inizialmente volevano 120 euro per rientrare di tutti i costo. La Regione tirava per 80. È stato trovato un compromesso che non esalta e non scontenta totalmente nessuno. «Nessuno è andato a casa néstappando champagne, né con la coda tra le gambe» commenta l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo. Né istituzioni né sindacati parlano di stangata. Quando in realtà di stangata si tratta. Magra consolazione: le tariffe non saranno aumentate per i prossimi due anni.E il servizio migliorerà. La Regione Lombardia ha già sbloccato una delibera per finanziare il rinnovo del parco auto bianche. Ci saranno taxi ecologici, tassisti che parlano inglese, «bancomat» a bordo e un sistema gpl per controllare la posizione del mezzo. Proprio questo è uno degli aspetti che non è piaciuto all’associazione tassisti e alle categorie che non hanno voluto firmare l’accordo. «Sa tanto di braccialetto elettronico dei detenuti» commentano. Bocciata la proposta dei sindacati di utilizzare sì le tariffe fisse ma solo partendo dalla stazione Centrale. «Da oggi – commentano i Verdi – costa meno un low cost per Helsinki che un taxi da Malpensa»
Maria Sorbi

Pagina 1

(18 settembre 2008) – Il Giornale

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C’è chi dice no. Sono gli irriducibili delle auto bianche. Quelli che non hanno voluto sentire ragioni e che, a mezz’ora dalla firma del sudatissimo accordo, si sono alzati dal tavolo delle trattative e se ne sono andati. «Non firmeremo mai – sostengono i rappresentanti della Sitp-Sal – un accordo che prevede il controllo orario. È assurdo che il tassista debba essere sottoposto a esami di verifica della lingua straniera e punito come un bambino attraverso sanzioni». Anche l’associazione dei tassisti milanesi dice no ad alcuni punti.
Innanzitutto all’utilizzo del sistema Gps per identificare il posizionamento del taxi: «È un braccialetto per detenuti – esplode Giovanni Falco -. Non ci stiamo ad essere controllati così. Ci siamo opposti all’accordo perché a noi non piacciono le strategie del «prendere o lasciare» dopo più di 12 ore di confronto». Altro aspetto: «Siamo stati rimbalzati sulla proposta di usare tariffe fisse solo dalla stazione Centrale e dalla stazione di Varese». C’è invece chi sostiene che l’accordo sia, tutto sommato, buono. È l’Unione artigiani che legge nel testo dell’intesa «obbiettivi raggiungibili e aspetti economici soddisfacenti. È stato anticipato l’adeguamento tariffario previsto per giugno 2009» sostiene Salvatore Luca, dirigente della categoria Taxi.
Maria Sorbi

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(18 settembre 2008) – Il Giornale

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