SONO FINITA IN GALERA

 
Era ora! starete pensando. Non che non abbiate ragione ma ho incontrato Tiziana: “sai mia figlia lavora in carcere – dice – un detenuto stava leggendo il tuo libro, mia figlia gli ha spiegato che ci conosciamo… Pensa, Lui le ha detto che è il primo libro che leggeva, era entusiasta di Psicotaxi”

 Giuro, e dico giuro, che mi sono commossa. Mi ha dato una grande emozione. Ho chiesto a Tiziana la mail di sua figlia, Eleonora. Volevo ringraziare Marzio, così si chiama il lettore ho scoperto, ma “purtroppo … è stato trasferito”, mi ha risposto.

 Penso che il carcere sia un luogo di espiazione e dell’espiazione fa parte la rinascita. Il 70% della popolazione carceraria del penitenziario di Bollate, per esempio, non torna a delinquere dopo la scarcerazione, grazie alle attività di responsabilizzazione dell’individio. Che cosa significa resposnsabilizzazione lo spiegherò nel prossimo post. Dei libri in carcere, infatti, parlerò ancora.


(foto di Rupert Vandervell)

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COSA FARE QUANDO IL CLIENTE E’ ANTIPATICO

Ecco un video tutorial per gestire il peggior cliente che vi possa capitare. Perdonate la qualità, non sono attrezzata al meglio, ma l’efficacia didattica non ne ha risentito! –> VIDEO LINK

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INIZIA LA NOTTE

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LO VEDI IL PAPPAGALLO?

Sono un po’ fissata con questo murales, un po’ troppo forse. Del resto è davvero bellissimo. Quanto alla foto, sarebbe anche interessante se solo avessi messo a fuoco il pappagallo. Quale pappagallo?! Ci sono carote deluse e draghi orientali… papagallo è il modo in cui in categoria viene chiamata la scritta in cima al taxi….

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DIGITAL STRESS, CONNESSI E DISCONNESSI

Se non aggiorni il blog regolarmente, se lo trascuri, se addirittura abbandoni per mesi facebook e twitter perdi molti lettori”: me lo avevano detto ma ho avuto un terribile attacco allergico. Mi ha punto l’ennesima frase fatta in testa a un tramonto photoshoppato su facebook; l’autoradio che parla dei twitt dei politici; le pagine dei giornali che raccontano di una foto su facebook; la gente tutt’attorno a testa bassa sullo schermo del telefono. Zombi che giocano a candy cresh, che scorrono le foto delle vacanze di qualcun altro, concedendo o meno, come nell’arena, il pollice verso l’alto. I SOCIAL NETWORK SONO LA MASSIFICAZIONE DELLA BANALITA’. Il mio rigetto è stato totale. Sostituiscono i contatti umani, cercando di avvicinare allontanano.
Tornando online decido di continuare a scrivere qui, su questo blog (aggiornandolo almeno un paio di volte alla settimana, mi pare una buona media), infondo Psicotaxi è sempre stato una piccola finestra sulla mia anima e su quella delle persone che porto sul taxi.

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